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 Il modello I.C.F.

 

La popolazione disabile mondiale è stimata all’incirca sui 650 milioni di persone, di cui 50 milioni in Europa. Fortissima la disoccupazione, oltre mezzo milione di disabili vivono in istituti, gli alunni con handicap inseriti in contesti scolastici speciali sono il 50%. Come in molti paesi anche in Italia la scuola è inadempiente, esiste una grande difficoltà nel pianificare progetti di integrazione professionale e lavorativa, il percorso si interrompe dopo la scuola e peggio ancora per le disabilità gravi.

 

Il modello antropologico ICF e il progetto di vita

 

L International Classification of Functioning, Disability and Health – meglio noto come ICF – è lo strumento pubblicato dall’OMS per descrivere e misurare la salute e la disabilità delle popolazioni ed è riconosciuto da 191 Paesi (tra i quali l’Italia).


L’ICF è propositivo e promuove un importante cambiamento culturale: in esso i termini “disabilità” ed “handicap” sono sostituiti da “attività” e “partecipazione sociale”, considerando la disabilità come una condizione di salute in un ambiente sfavorevole.

 

ICF-Centro collaboratore italiano dell’OMS
ICF-Disability Italian Network
 

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, approvata nel 2006,  rivendica i principi della non discriminazione e uguaglianza di opportunità, puntando a società inclusive tali da valorizzare e tutelare ogni diversità umana in pace e con giustizia sociale.

Anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il progetto ICF in Italia propone di avviare un’azione sperimentale di stimolo affinché il più ampio numero di persone che operano nel settore della disabilità sia formato ad una diversa cultura e filosofia della disabilità, all’uso ed ai vantaggi della nuova classificazione dell’OMS e degli strumenti ad essa collegati.

 

La Cittadella Sociale recepisce il modello antropologico ICF,migliorando le risorse a superamento dei vincoli del soggetto e sviluppando la partecipazione sociale.

L'ICF si configura come elemento centrale per l'individuazione del progetto di vita, perché si orienta verso le potenzialità dell'alunno, consentendo una migliore partecipazione sua e della sua famiglia nel dialogo con le istituzioni.

La Regione Piemonte ha avviato una sperimentazione per l'anno scolastico 2006/2007, per definire l'utilizzabilità del modello ICF in ambito scolastico, ai fini della certificazione dell'alunno con disabilità.

Questa sperimentazione ha evidenziato alcune funzioni fondamentali dell'ICF:

permette di descrivere il profilo di funzionamento dell'alunno;

rende più chiara la comunicazione sul funzionamento dell'alunno tra i diversi soggetti coinvolti;

integra l'ICD 10 descrivendo meglio le caratteristiche cliniche e funzionali dell'alunno (ad esempio limitazioni o restrizioni delle attività che la solo diagnosi clinica non permetterebbe di evidenziare)

grazie al profilo di funzionamento agevola una più adeguata scelta del supporto educativo;

risulta di notevole aiuto nella stesura del progetto individualizzato.